martedì 12 maggio 2015

giovedì 16 aprile 2015

La M'nestra della brigantessa


La ricetta di oggi ce la invia Elisa di "L' Cas' Marcieglie". Elisa è una persona di grande carisma, la cui competenza, passione per il proprio lavoro e l'orgoglio delle proprie radici che sprigiona da ogni suo gesto riescono davvero a trasportare chi la ascolta in un'altra  dimensione.L'Case'Marcieglie (in italiano "Le case di Marcello") si trovano a San Donato Val di Comino, nell'incantevole cornice dei monti del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. La storia di questo borghetto, ci racconta Elisa, ha avuto inizio nel 1600 quando un suo avo, Marcello Gentile, costruì una prima stanza a cui ne aggiunse in seguito altre ampliando con scale, porte ed archi di ogni misura.Marcello veniva considerato una persona abbiente perché possedeva un bue ed un asino e quindi poteva lavorare la terra con gli animali. All'inizio del '900 alcuni dei fratelli Gentile, pronipoti di Marcello proprietari delle Case, migrano in America: nell'abitazione resta la nonna di Elisa, Lucia,

domenica 12 aprile 2015

Paccheri ripieni




Questo piatto è tipico del pranzo domenicale! Goloso nell'aspetto e nel sapore.

Chiocciole caserecce




Oggi ho preparato questi biscotti caserecci che rappresentavano la merenda o il dessert di una volta, cotti nel forno a legna e preparati in grandi ceste.


mercoledì 8 aprile 2015

Carciofi bianchi in umido ovvero la carcioffola conquista l'Australia!


Dopo essere andati in Uruguay nel precedente post per scoprire la storia del protettore dei giocatori del Lotto, oggi voliamo in Australia. Qui un simpatico signore ha una vera e propria passione per i carciofi e ne ha fatto un blog in cui descrive le sue peregrinazioni in giro per l'Italia da Palermo alla Liguria sempre e solo a caccia di carciofi.
Quando si imbatte nel carciofo bianco se ne innamora: "Fino ad ora il Carciofo Bianco di Pertosa è il mio preferito. Penso che come pianta sia la più bella da guardare, non diventa gigante ma rimane piccola, compatta e solida. Non ha spine il che lo rende un piacere da preparare e soprattutto da mangiare. E' il più tenero e dolce di tutti i carciofi, ideale da mangiare crudo". 
Ci spiega poi che il Carciofo Biano di Pertosa rappresenta un patrimonio di biodiversità ed è tra le poche specie ad essere indicato tra i Presidi SlowFood.

sabato 4 aprile 2015

Mozzati all'amaro Teggiano



Oggi ho preparato questi biscotti all'amaro Teggiano che è un "dolce amaro" promosso con passione da due ragazzi simpatici e orgogliosi delle proprie origini. Teggiano è un antico borgo medievale che non suonerà familiare alla gran parte dei lettori ma che gode di ben altra fama in America Latina.
Tutto ha inizio nel 1871, dopo dieci anni di sanguinose guerre si conclude la rivolta dei briganti e il meridione d’Italia inaugura un’altra fase della sua storia post-unitaria: l’emigrazione. Il 21 Aprile 1871 Pio IX proclama Santo Cono Indelli, protettore e patrono di Teggiano. E così insieme agli emigranti sbarca in Uruguay anche San Cono che diventa il riferimento della comunità italiana nella difficile fase di integrazione tra i migranti italiani, le autorità locali e la Chiesa. Per 17 anni nessun prete dirà messa nella cappella che i devoti italiani erigono nel paese di Florida ed il 3 giugno, data della morte di San Cono, vengono celebrate due processioni separate: quella ufficiale della Chiesa al mattino e quella della comunità italiana il pomeriggio. Ma gli italiani verranno premiati per la loro devozione quando, 


lunedì 30 marzo 2015

Raffaiuoli beneventani (taralli pasquali)

Raffaiuoli beneventani (taralli pasquali)




Oggi ho preparato questi taralli al naspro che nel mio paese di origine (al confine tra irpinia e sannio) vengono chiamati raffaiuoli e preparati nel periodo pasquale. Anche se omonimi non vanno confusi con i raffaiuoli napoletani a base di pan di Spagna e tipici del periodo natalizio. Vengono anche chiamati taralli scaurati perchè vanno prima bolliti e poi infornati. Mia madre (e mia nonna prima di lei e per tante generazioni ancora precedenti)  li cuoceva nel forno a legna e mentre li preparava mi raccontava la leggenda del mese di marzo secondo la quale Marzo era il più cattivo di tutti i mesi suoi fratelli, ed era solito vessare la popolazione con grandine, freddo e pioggia. All'arrivo del fratello Aprile tutti gioivano perché era andato via Marzo pazzo. Perciò offeso, Marzo si fece prestare quattro giorni dal fratello Aprile e in quei giorni scatenò un putiferio. A questa leggenda è legata la credenza secondo cui se piove nei primi 4 giorni di Aprile pioverà per altri 40 giorni.  
Speriamo allora che esca il sole e assaggiamo questi dolcetti pasquali!

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